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David e voto di scambio politico mafioso. ‚ÄúConsiglio comunale delegittimato: tutti a casa‚Äù – D’Uva: ‚ÄúIn Commissione antimafia il fenomeno mafioso messinese‚Äù

‚ÄúMesi fa l’inchiesta Gettonopoli, con molti esponenti del consiglio comunale rinviati a giudizio per truffa e falso ideologico, e oggi un esponente del civico consesso, Paolo David, anch’egli rinviato a giudizio nell’inchiesta sui gettoni di presenza nelle Commissioni, arrestato e sottoposto a provvedimento di custodia cautelare con l’accusa di voto di scambio politico mafioso. La citt√† √® soffocata da un sistema di malaffare, capillarmente diffuso, contro il quale esiste una sola via percorribile: le dimissioni dell’intero consiglio comunale‚Äù.

E’ durissimo il commento degli attivisti del meetup Grilli dello Stretto di fronte ai retroscena svelati dall’indagine ‚ÄúMatassa‚Äù, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, culminata la notte scorsa¬† nell’arresto dell’ex Pd, oggi forzista, Paolo David, dell’ex consigliere Giuseppe Capurro, e di altre 35 persone.

‚ÄúUn sistema clientelare e di corruzione rodato che “non cerca i voti sulla luna” ma li compra direttamente grazie ai pi√π potenti clan mafiosi di Santa Lucia sopra Contesse e Camaro san Paolo. E’ singolare e illuminante ‚Äì commentano gli attivisti del Movimento -¬† ripercorrere la cronistoria di questi ultimi sei mesi, da quando cio√® Francantonio Genovese, conclusi i domiciliari lo scorso novembre per l’inchiesta ‚ÄúCorsi d’oro‚Äù, √® tornato a fare politica in grande stile, con l’adesione a Forza Italia. Al suo fianco in quell’occasione, all’hotel Royal, Franco Rinaldi e Paolo David, quest’ultimo gi√† coinvolto nello scandalo Gettonopoli‚Äù.

Una decadenza morale e civile contro la quale, l’unico antidoto rimane una prospettiva politica completamente nuova, estranea a logiche di potere e di connivenza, capace di agire per il bene comune: ‚ÄúUn consiglio delegittimato e compromesso che per√≤ ‚Äì accusano gli esponenti del meetup -¬† continua a legiferare, cos√¨ come √® accaduto ieri, con l’approvazione del disavanzo dei residui attivi e passivi, circa 96 milioni di euro, da spalmare in trent’anni sul futuro delle generazioni che verranno. Un clima marcio, quello che fagocita e stritola la citt√†, che apre la strada in consiglio comunale a Giovanni Cocivera, arrestato il giorno prima per lo scandalo degli aborti clandestini‚Äù.

Vergognosi cambi di casacca, improbabili rimpasti di assessori, visite di ex detenuti illustri, come quella dell’ex presidente della Regione Sicilia, condannato per mafia, Salvatore Cuffaro, che nella sua visita in citt√† lo scorso 7 maggio ha invitato i ‚Äúmoderati a unirsi‚Äù.

‚ÄúL’anima onesta di questa citt√† √® schifata e nauseata ‚Äì incalzano i pentastellati- questa non √® politica, questo √® malaffare. Alla gente onesta dobbiamo dare una possibilit√† di crescita, di speranza, di sviluppo, per s√© e per i propri figli: Messina deve tornare presto al voto‚Äù.

A rafforzare la posizione del meetup, Francesco D’Uva, esponente 5 Stelle alla Camera dei Deputati e membro della Commissione Antimafia: ‚ÄúInnanzitutto il mio personale ringraziamento va all’importante lavoro svolto dagli uomini della Direzione distrettuale antimafia ‚Äì premette il parlamentare -¬† certamente i retroscena emersi dall’inchiesta ‚ÄúMatassa‚Äù gettano una nuova luce sull’evoluzione del fenomeno mafioso nella citt√† dello Stretto. Un’evoluzione ‚Äì prosegue – che la commissione Antimafia, gi√† impegnata nell’analisi del 416 ter del codice penale sul voto di scambio politico mafioso, studier√† attivamente, senza soprapporsi all’attivit√† svolta dall’autorit√† giudiziaria‚Äù.

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