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Euro o Sovranità Monetaria Рsecondo incontro.

Si è tenuto presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il 2° Convegno sul tema “Euro o Sovranità Monetaria” organizzato dal MoVimento 5 Stelle Messina e dal gruppo EEV (Economia Etica e Valore) di Cambiamo Messina dal Basso, in collaborazione con RESET!, la Biblioteca Fiori Gialli e GAS-“Naturaleggiando”.

Il primo intervento, dal titolo “Unione politica, monetaria, bancaria: quale Europa?” √® stato tenuto dal prof. Nino Galloni, economista, docente universitario e scrittore italiano. ‚ÄúNell‚Äôattuale sistema finanziario sovranazionale, quello che conta non √® il rendimento dalle operazioni o dai titoli, ma il loro numero: quest‚Äôultimo aumenta di pi√π se il sottostante √® tossico, ovvero se aumentano i paesi in difficolt√†. Allora Austerity e Spending Review non servono a migliorare i conti pubblici e, in generale, la situazione sociale di un Paese, ma a peggiorarli: cos√¨ si possono far crescere i derivati e i derivati sui derivati, titoli tossici e assicurativi su ogni cosa e di tutti i tipi. Si scommette su tutto e non importa indovinarci, ma solo destinare crescenti risorse alle scommesse. Secondariamente i Paesi iniziano a svendere i Beni Pubblici: dalle partecipate, all‚Äôacqua, dall‚Äôenergia agli immobili di pregio storico-architettonico. In ultimo tutto questo serve ai Governi per testare quanto un popolo sia disposto a sopportare prima di superare la soglia reale della ribellione. Ma come siamo arrivati a questo? Dal 1944 al 1979 la cosiddetta ‚Äúregola di Cambridge‚Äù (o regola aurea) assicurava la massimizzazione di profitti, salari, produzione, e di consumi (sistema capitalistico che portava ad un aumento della cosiddetta ‚Äúclasse media‚Äù); dagli anni ‚Äò80 fino al 1992 il sistema capitalistico muta e porta all‚Äôaumento dei tassi di interesse sui Titoli e quindi all‚Äôabbassamento di investimenti nei Paesi meno appetibili: i Paesi pi√π deboli diventano sempre pi√π deboli, quelli pi√π forti si rafforzano sempre pi√π! Dal 1992 al 2001 il modello cambia ancora tramite diminuzione dei Titoli e i conseguenti investimenti dei privati (cittadini) in Borsa. Tale modello, a livello mondiale, inizia a collassare, semestre dopo semestre, dalla primavera del 2001: iniziano le vendite in Borsa ed aumentano le derivazioni ed i Titoli tossici. Nel 2008 ci si rese conto che la massa monetaria che entrava nelle banche dai ‚Äúrisparmiatori‚Äù era molto pi√π bassa di quella che le stesse banche immettevano nel mercato economico mondiale: inizia cos√¨ la fase della finanza ultra-speculativa che ha come unico obbiettivo l‚Äôaumento delle operazioni finanziari, disinteressandosi della possibilit√† di rientro e portando quindi al massimo le speculazioni. Come possiamo uscire da tutto ci√≤? Ripristinare la netta divisione tra soggetti speculatori e banche centrali e ripristinare la sovranit√† monetaria del Paese, permettendo cos√¨ allo stesso di agire in modo autonomo rispetto alle necessit√† della propria economia. Esistono in Italia 4 milioni di piccole imprese….‚Äù

Il secondo intervento, dal titolo “Prospettive economiche dopo il Decreto IMU-Banca d’Italia” è stato tenuto dal Portavoce deputato del MoVimento5Stelle al Parlamento, e componente Commissione Finanze, Alessio Villarosa. “il nostro Paese deve oggi decidere di come gestire la propria Economia, se continuare con l’utilizzo di indicatori (vedi SPREAD) assolutamente inutili o strutturare un modello economico nuovo di intervento, per gestire le Casse del Paese. Con un decreto legge (con una discutibile valenza costituzionale) durante il periodo natalizio si decide che, dopo 76 anni, dovranno essere ridiscusse le quote di partecipazione a Banca d’Italia. Quindi un provvedimento che si aspetta da 76 anni, un provvedimento che cambia gli assetti della Banca Nazionale di un paese non passerà dal ramo parlamentare che PER COSTITUZIONE invece dovrebbe esaminare approfonditamente. Banca d’Italia perderà 7,5 miliardi di euro dalle proprie riserve di proprietà dei cittadini, mentre le quote delle banche private cresceranno per “travasamento” dalle riserve alle quote azionarie. Inoltre la cosa incredibile è ciò che si legge all’art.4 comma 4 del decreto Рle quote di partecipazione possono appartenere solamente a banche (o a imprese di assicurazione e riassicurazione) aventi sede legale e amministrazione legale in Italia. Tutto ciò non tutela affatto la proprietà italiana delle quote! Pur avendo una società sede legale in un Paese non è affatto sicuro che la sua proprietà appartenga al Paese stesso!”.

Interviene Sergio Tancredi Portavoce deputato all’A.R.S. del MoVimento 5 Stelle, componente della commissione Affari Istituzionali “la discussione mette in risalto come esistano livelli di controllo diversi, in primis la grande finanza che ha ‘’comprato’’ la classe politica determinando i guasti che stiamo subendo. Da riconsiderare quindi l’aspetto di degrado della politica italiana che ha visto nell’ultimo ventennio il reclutamento di elementi che sono di fatto inconsapevoli delle strategie maggiori imposte dalla finanza internazionale Рstuolo di cattivi politici gestiti da ministri che seguono logiche contrarie all’interesse nazionale. Noi del movimento abbiamo l’obbligo morale di programmare più incontri possibili con personalità del calibro del prof. Galloni per promuovere la consapevolezza su questi temi e sulla finanza che sta diventando determinante nella vita di tutti noi.”

Interviene l’assessore alla Cultura, del Comune di Messina, Perna: “quando ero presidente del parco dell’aspromonte portai avanti un progetto, attuatosi, con il quale si è permesso di stampare la prima moneta locale: dopo un breve periodo la Banca d’Italia mandò un commissario che chiuse tutte le attività del parco e con un timbro scrisse “questa non è una moneta”. Complimentandomi con il Portavoce del m5s Villarosa che, contrariamente a quello che viene espresso dalla stampa, è un concentrato di competenza ed ironia, chiedo di poter lavorare in sinergia per portare avanti un progetto importantissimo: recuperare il valore sociale della moneta. Bisogna capire che non tutto può stare sul mercato mondiale e si deve tornare a parlare di sovranità monetaria a livello locale. Alcuni sindaci in Inghilterra stanno stampando moneta locale per pagare gli stipendi! Non si deve però pensare ad una moneta locale a fini secessionisti (vedasi Lega Nord negli anni ‘90 o quella proposta da Pizzino): bisogna studiare un meccanismo con il quale si possa costruire la fiducia in questo modello: la moneta, del resto, è semplicemente fiducia.”

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