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Riqualificazione ex cittadella fieristica e bando affidamento Grilli dello Stretto : “Amministrazione confermi o smentisca”

L’emanazione di un bando di gara attraverso il quale l’Autorit√† Portuale di Messina pare intenzionata ad avviare con il Comune una ‚Äúconsulenza‚Äù sul futuro dell’area dell’ex cittadella fieristica.

Una notizia, recentemente riportata da un articolo di stampa, che ha destato l’attenzione del meetup ‚ÄúGrilli dello Stretto‚Äù che, insieme al ‚ÄúC.U.B.‚Äù e alla ‚ÄúLa Casa Rossa‚Äù, ha deciso di chiedere, in merito, lumi all‚Äôamministrazione comunale, per conoscere natura e finalit√† dell’eventuale bando di gara.

Linee guida già definite, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, nel corso di una riunione alla quale avrebbe preso parte anche l’assessore alle Infrastrutture, Sergio De Cola.

‚ÄúL’articolo ‚Äì spiegano gli attivisti ‚Äì fa esplicito riferimento alla possibilit√† di realizzare, all’interno¬† dell‚Äôarea fieristica, attivit√† di pubblica fruizione come bar, pizzerie, teatri e cinema, nonch√© la creazione di un ‚Äúpiccolo attracco‚Äù, tramite rilascio di una¬† successiva concessione demaniale di specchio acqueo. Secondo voci di corridoio ‚Äì proseguono gli esponenti del meetup cittadino ‚Äì pare che l‚ÄôAutorit√† Portuale sia, tra le altre cose, intenzionata a concedere la gestione delle aree ad unico concessionario‚Äù.

I Grilli dello Stretto e le altre sigle, atteso che, successivamente alla circolazione di tale notizia, nessuna nota ufficiale è pervenuta da palazzo Zanca, né di conferma né di smentita, chiedono di conoscere  la posizione dell’amministrazione e del sindaco, Renato Accorinti.

“Sono tanti gli interrogativi che chiedono una risposta Рsottolineano i Cinque Stelle e gli altri movimenti – ad esempio: è vero o no che il Comune di Messina comparteciperà all’emanazione del bando? E in tal caso, l’amministrazione è intenzionata ad avallare o a contrastare la realizzazione dell’attracco? Non sarebbe più opportuno, invece di prevedere un unico concessionario – rilanciano Рche il possibile bando preveda un maggiore numero di concessioni, in modo da consentire a più imprenditori e commercianti, e non ai soliti grandi gruppi imprenditoriali, di parteciparvi?”

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Sgombero Foscolo e San Leone Grilli dello Stretto: ‚ÄúRequisizione immobili abbandonati o intervenga Prefetto‚Äù D’Uva e Zafarana: ‚ÄúIncentivare autocostruzione e autorecupero. Prima casa non pignorabile‚Äù

La requisizione immediata e urgente degli immobili sfitti o abbandonati, da destinare all’emergenza abitativa anche in virt√π di quanto stabilito dalla legge 833 del 1978.

A chiederlo sono gli attivisti del meetup Grilli dello Stretto, di fronte all’esecutivit√† del provvedimento di sgombero coatto, che ne prossimi giorni interesser√† l’ex plesso scolastico Ugo Foscolo e l’ex caserma San Leone.

‚ÄúIn questa vicenda, e nel suo amaro epilogo, nessuno pu√≤ dirsi esente da responsabilit√†¬† – denunciano gli esponenti del meetup -¬† la politica si √® mostrata sorda, incapace di garantire diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti, come quello alla casa, e di individuare soluzioni adeguate alle esigenze primarie della collettivit√†. La magistratura, dal canto suo, impegnata a sanzionare l’azione antigiuridica ‚Äì sottolineano – √® stata incapace di cogliere la tragedia umana e personale che si cela dietro l’occupazione abusiva di un immobile, peraltro abbandonato‚Äù.

Ad uscire sconfitta √® l’intera comunit√† cittadina, indifferente nei confronti di un dramma che ha colpito coloro che sono stati costretti a intraprendere la via dell’illegalit√†, perch√© abbandonati dalle istituzioni.

I Grilli dello Stretto, nel manifestare la propria vicinanza e solidariet√† alle famiglie che presto verranno sgomberate, richiama l‚Äôamministrazione comunale ai propri doveri e etichetta le ordinanze di sgombero come un’evidente sconfitta della politica accorintiana.

“Il primo cittadino non può continuare a glissare di fronte alle proprie responsabilità, poiché anche in qualità di ufficiale sanitario  Рincalzano i grillini – Accorinti è chiamato a predisporre con urgenza la requisizione di immobili sfitti o abbandonati e a procedere a una loro assegnazione provvisoria”.

Una posizione, quella dei Cinque Stelle, che non si limita alla sola denuncia, ma attraverso la portavoce all’Ars, Valentina Zafarana, mira a trovare soluzioni di fronte a un’emergenza che affama e stritola la citt√†.

L’esponente del Movimento a palazzo dei Normanni, ha¬† presentato un‚Äôinterrogazione con la quale ha chiesto al governo regionale di incentivare la pratica dell’autocostruzione e dell’autorecupero familiare e di individuare, in collaborazione con le Asp e i Comuni, percorsi e linee guida che li rendano attuabili: ‚ÄúIn altre regioni, come Toscana e Emilia Romagna ‚Äì spiega la Zafarana – autocostruzione e autorecupero sono normate da specifici regolamenti, attraverso i quali si consente ai cittadini in difficolt√† di recuperare e rendere agibili edifici pubblici o privati che possono essere destinati ad uso abitativo‚Äù.
Un’attenzione che registra anche l’impegno del portavoce alla Camera dei Deputati, Francesco D’Uva, affinch√© il Parlamento approvi un disegno di legge che sancisca la non pignorabilit√† della prima casa: ‚ÄúIn un paese che si definisce civile e in una citt√† che si proclama europea, √® inconcepibile che esistano nuclei familiari costretti a compiere scelte cos√¨ dolorose al fine di dare un tetto ai propri figli. Per questa ragione ‚Äì spiega – alle prossime amministrative il primo punto del programma elettorale del M5S sar√† l‚Äôadozione del reddito di cittadinanza, sulla scia di quanto, con successo, si sta realizzando nel Comune di Livorno, grazie a un’amministrazione a Cinque Stelle ‚Äù.

Ad essere chiamata in causa anche la Prefettura: ‚ÄúNell’ipotesi in cui l’amministrazione comunale rimanga ancora inerte ‚Äì chiosano gli attivisti dei Grilli dello Stretto ‚Äì auspichiamo un intervento da parte del Prefetto, che possiede analoghi poteri di requisizione‚Äù.

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Emergenza randagismo e sgombero don Blasco I Grilli dello Stretto presentano progetto Oasi felina a Faro Superiore

Maltrattamenti, crudelt√†, abbandoni. Cresce significativamente a Messina l’emergenza randagismo, mentre, parallelamente, continuano a mancare soluzioni concrete e risposte capaci di delineare e attuare incisive politiche a tutela dei diritti degli animali che vivono sul territorio.

Un vulnus che il meetup “Grilli dello Stretto“, attraverso gli attivisti del gruppo di lavoro “Tutela animali“, ha deciso di colmare con la formale presentazione di un progetto di oasi felina da realizzare sul terreno comunale di Faro Superiore.

Il progetto oasi, con annesso parco urbano, redatto dagli attivisti del meetup cittadino, avvalendosi della professionalit√† di un tecnico, e protocollato lo scorso luned√¨ a palazzo Zanca, si propone un duplice obiettivo: quello di riqualificare, in un‚Äôottica “verde”, un’area della citt√† profondamente degradata e quello, pi√π ambizioso, di fornire una risposta concreta all’emergenza legata allo sgombero del rifugio di via don Blasco.

“La necessit√† di fornire un adeguato ricovero ai gatti che vivono all’interno dei locali di via don Blasco non rappresenta un’esigenza di secondaria o minore importanza ‚Äì spiegano gli attivisti dei Grilli dello Stretto ‚Äì in troppe occasioni l’emergenza randagismo, che caratterizza la nostra citt√†, √® stata ignorata, strumentalizzata o affrontata nell’ottica di interessi particolari che non hanno mai tenuto conto del benessere di animali nei confronti dei quali ‚Äì sottolineano ‚Äì il Comune di Messina ha precise responsabilit√†“.

Il progetto modulare prevede la presenza di quattro settori, destinati a ospitare i felini con aree di riparo, ristoro e parco giochi, nel rispetto delle caratteristiche etologiche dei quattro zampe, e la possibilità di una progettazione “a scomparti” tale da garantire la realizzazione di singole sezioni, anche in differenti fasi, e l’affidamento delle stesse a più associazioni animaliste.

Il progetto di oasi, adesso sul tavolo dell’amministrazione Accorinti, si delinea, quindi, come una soluzione concreta, realistica e fattibile che supera e va ben oltre le vuote interrogazioni, gli atti inutili e le lacunose delibere.

L’impegno dei Grilli dello Stretto, in tema di diritti degli animali, non si √® fermato qui.

Dopo la presentazione dell’ordinanza contro i botti di Capodanno, di concerto con l’assessorato al Benessere degli animali, e la pubblicazione del vademecum per il pronto soccorso veterinario h24 sul sito istituzionale del Comune, di concerto con lo Sportello Diritti Animali del Comune di Messina, gli attivisti del locale meetup hanno presentato, lo scorso 21 dicembre, numerose proposte che, ancora oggi, attendono il via libera dell‚Äôassessore Daniele Ialacqua.

“Ci auguriamo pertanto ‚Äì concludono gli attivisti ‚Äì di incontrare al pi√π presto il titolare al Benessere degli animali, sia per definire i punti rimasti ancora in sospeso sia per seguire, congiuntamente, l’iter del progetto oasi”.

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M5S: Diamo l’Istituto Marino ad Associazioni Socio-Assistenziali!

comunicato stampaIl Movimento 5 Stelle Grilli dello Stretto chiede chiarimenti alla Giunta Accorinti circa la gestione del bando e l’assegnazione effettuata dell’ex istituto Marino di Mortelle.

La struttura è stata donata al Comune di Messina per la realizzazione di attività socio-assistenziali rivolte ai giovani e il Sindaco ha sollecitato le associazioni a partecipare al bando con proposte progettuali. Alcune di queste sono state convocate al Dipartimento Patrimonio e Demanio e avrebbero trovato un accordo per la possibilità di usufruire dei locali del suddetto Istituto per creare una vera cittadella Sociale che avrebbe visto il realizzarsi di attività socio-assistenziali e che avrebbero coinvolto tra l’altro dei ragazzi disabili che oggi trovano sempre meno spazio di inserimento sociale. Il Movimento 5 Stelle rispettando l’operato dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, si chiede come mai considerando gli spazi a disposizione, non sia possibile portare avanti la proposta di accordo tra gli enti partecipanti che possono dare risorse aggiuntive e valorizzare la zona di Messina Nord in cui attualmente non sono presenti servizi comunali di Aggregazione Sociale.

Il Movimento 5 Stelle pertanto sollecita l’Amministrazione Comunale ad assegnare gli spazi, non utilizzati per il progetto “Area” del Cnr, alle Associazioni, i cui progetti rispondono alle finalità richieste, che potrebbero sinergicamente cooperare per rendere l’Istituto Marino un luogo in cui si integrano attività di ricerca e di aggregazione sociale rivolte a minori, giovani e famiglie.

Chiediamo inoltre, in riferimento all’avviso pubblico che vedrebbe l’assegnazione di Beni Confiscati alla Mafia per la realizzazione di servizi di pronto soccorso sociale, come mai sia stato inserito tra i requisiti richiesti agli enti partecipanti “esperienza e professionalità acquisita nel settore dei beni confiscati per conto di Enti Pubblici” precludendo così la partecipazione di enti di volontariato che con crescenti difficoltà, attualmente sostengo le sempre più innumerevoli famiglie che vertono in situazione di disagio.

Associazioni ed enti che più volte sono state incitate dal Sindaco Renato Accorinti alla partecipazione e che attualmente si trovano a dover gestire autonomamente le crescenti emergenze senza il sostegno dell’AmministrazioneComunale.

La Giunta Accorinti aveva promesso di incontrare i cittadini nelle piazze e ogni 100 giorni si sarebbe confrontata per il suo operato, ma ad oggi continua a tenere le porte aperte alle solite cooperative e associazioni che hanno sempre gestito i servizi territoriali.

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Euro o Sovranità Monetaria Рsecondo incontro.

Si è tenuto presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il 2° Convegno sul tema “Euro o Sovranità Monetaria” organizzato dal MoVimento 5 Stelle Messina e dal gruppo EEV (Economia Etica e Valore) di Cambiamo Messina dal Basso, in collaborazione con RESET!, la Biblioteca Fiori Gialli e GAS-“Naturaleggiando”.

Il primo intervento, dal titolo “Unione politica, monetaria, bancaria: quale Europa?” √® stato tenuto dal prof. Nino Galloni, economista, docente universitario e scrittore italiano. ‚ÄúNell‚Äôattuale sistema finanziario sovranazionale, quello che conta non √® il rendimento dalle operazioni o dai titoli, ma il loro numero: quest‚Äôultimo aumenta di pi√π se il sottostante √® tossico, ovvero se aumentano i paesi in difficolt√†. Allora Austerity e Spending Review non servono a migliorare i conti pubblici e, in generale, la situazione sociale di un Paese, ma a peggiorarli: cos√¨ si possono far crescere i derivati e i derivati sui derivati, titoli tossici e assicurativi su ogni cosa e di tutti i tipi. Si scommette su tutto e non importa indovinarci, ma solo destinare crescenti risorse alle scommesse. Secondariamente i Paesi iniziano a svendere i Beni Pubblici: dalle partecipate, all‚Äôacqua, dall‚Äôenergia agli immobili di pregio storico-architettonico. In ultimo tutto questo serve ai Governi per testare quanto un popolo sia disposto a sopportare prima di superare la soglia reale della ribellione. Ma come siamo arrivati a questo? Dal 1944 al 1979 la cosiddetta ‚Äúregola di Cambridge‚Äù (o regola aurea) assicurava la massimizzazione di profitti, salari, produzione, e di consumi (sistema capitalistico che portava ad un aumento della cosiddetta ‚Äúclasse media‚Äù); dagli anni ‚Äò80 fino al 1992 il sistema capitalistico muta e porta all‚Äôaumento dei tassi di interesse sui Titoli e quindi all‚Äôabbassamento di investimenti nei Paesi meno appetibili: i Paesi pi√π deboli diventano sempre pi√π deboli, quelli pi√π forti si rafforzano sempre pi√π! Dal 1992 al 2001 il modello cambia ancora tramite diminuzione dei Titoli e i conseguenti investimenti dei privati (cittadini) in Borsa. Tale modello, a livello mondiale, inizia a collassare, semestre dopo semestre, dalla primavera del 2001: iniziano le vendite in Borsa ed aumentano le derivazioni ed i Titoli tossici. Nel 2008 ci si rese conto che la massa monetaria che entrava nelle banche dai ‚Äúrisparmiatori‚Äù era molto pi√π bassa di quella che le stesse banche immettevano nel mercato economico mondiale: inizia cos√¨ la fase della finanza ultra-speculativa che ha come unico obbiettivo l‚Äôaumento delle operazioni finanziari, disinteressandosi della possibilit√† di rientro e portando quindi al massimo le speculazioni. Come possiamo uscire da tutto ci√≤? Ripristinare la netta divisione tra soggetti speculatori e banche centrali e ripristinare la sovranit√† monetaria del Paese, permettendo cos√¨ allo stesso di agire in modo autonomo rispetto alle necessit√† della propria economia. Esistono in Italia 4 milioni di piccole imprese….‚Äù

Il secondo intervento, dal titolo “Prospettive economiche dopo il Decreto IMU-Banca d’Italia” è stato tenuto dal Portavoce deputato del MoVimento5Stelle al Parlamento, e componente Commissione Finanze, Alessio Villarosa. “il nostro Paese deve oggi decidere di come gestire la propria Economia, se continuare con l’utilizzo di indicatori (vedi SPREAD) assolutamente inutili o strutturare un modello economico nuovo di intervento, per gestire le Casse del Paese. Con un decreto legge (con una discutibile valenza costituzionale) durante il periodo natalizio si decide che, dopo 76 anni, dovranno essere ridiscusse le quote di partecipazione a Banca d’Italia. Quindi un provvedimento che si aspetta da 76 anni, un provvedimento che cambia gli assetti della Banca Nazionale di un paese non passerà dal ramo parlamentare che PER COSTITUZIONE invece dovrebbe esaminare approfonditamente. Banca d’Italia perderà 7,5 miliardi di euro dalle proprie riserve di proprietà dei cittadini, mentre le quote delle banche private cresceranno per “travasamento” dalle riserve alle quote azionarie. Inoltre la cosa incredibile è ciò che si legge all’art.4 comma 4 del decreto Рle quote di partecipazione possono appartenere solamente a banche (o a imprese di assicurazione e riassicurazione) aventi sede legale e amministrazione legale in Italia. Tutto ciò non tutela affatto la proprietà italiana delle quote! Pur avendo una società sede legale in un Paese non è affatto sicuro che la sua proprietà appartenga al Paese stesso!”.

Interviene Sergio Tancredi Portavoce deputato all’A.R.S. del MoVimento 5 Stelle, componente della commissione Affari Istituzionali “la discussione mette in risalto come esistano livelli di controllo diversi, in primis la grande finanza che ha ‘’comprato’’ la classe politica determinando i guasti che stiamo subendo. Da riconsiderare quindi l’aspetto di degrado della politica italiana che ha visto nell’ultimo ventennio il reclutamento di elementi che sono di fatto inconsapevoli delle strategie maggiori imposte dalla finanza internazionale Рstuolo di cattivi politici gestiti da ministri che seguono logiche contrarie all’interesse nazionale. Noi del movimento abbiamo l’obbligo morale di programmare più incontri possibili con personalità del calibro del prof. Galloni per promuovere la consapevolezza su questi temi e sulla finanza che sta diventando determinante nella vita di tutti noi.”

Interviene l’assessore alla Cultura, del Comune di Messina, Perna: “quando ero presidente del parco dell’aspromonte portai avanti un progetto, attuatosi, con il quale si è permesso di stampare la prima moneta locale: dopo un breve periodo la Banca d’Italia mandò un commissario che chiuse tutte le attività del parco e con un timbro scrisse “questa non è una moneta”. Complimentandomi con il Portavoce del m5s Villarosa che, contrariamente a quello che viene espresso dalla stampa, è un concentrato di competenza ed ironia, chiedo di poter lavorare in sinergia per portare avanti un progetto importantissimo: recuperare il valore sociale della moneta. Bisogna capire che non tutto può stare sul mercato mondiale e si deve tornare a parlare di sovranità monetaria a livello locale. Alcuni sindaci in Inghilterra stanno stampando moneta locale per pagare gli stipendi! Non si deve però pensare ad una moneta locale a fini secessionisti (vedasi Lega Nord negli anni ‘90 o quella proposta da Pizzino): bisogna studiare un meccanismo con il quale si possa costruire la fiducia in questo modello: la moneta, del resto, è semplicemente fiducia.”

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